Due icone dello sport italiano, Fabio Grosso e Ivan Basso, festeggiano i loro 46 anni in un contesto in cui passione e dedizione continuano a brillare. Due storie che si intrecciano tra il calcio e il ciclismo, tracciando un percorso di successi e sfide che ha segnato la storia sportiva del nostro Paese.
Fabio Grosso, l'eroe indimenticabile della Nazionale di Marcello Lippi, oggi è alla guida del Lione, dove sta cercando di riportare alla ribalta una squadra che ha fatto la storia della Ligue 1. La sua carriera da calciatore è stata costellata di trionfi, ma è quel rigore decisivo nella finale di Berlino 2006 che lo ha consacrato nel cuore degli italiani. Oggi, a 46 anni, Grosso non è solo un tecnico promettente, ma un uomo che vive la sua passione a tutto tondo, anche al di fuori del rettangolo verde. Tra un allenamento e l’altro, si dedica alla bici, un modo per mantenersi in forma e godere della bellezza degli scenari francesi. E non dimentichiamo il padel, sport che sta conquistando il mondo e che ha trovato un grande sostenitore in lui. La vita da allenatore è frenetica, ma Grosso riesce a ritagliarsi momenti di svago, un equilibrio fondamentale per chi vive di adrenalina.
Dall'altro lato, Ivan Basso, il re del Giro d'Italia, ha saputo reinventarsi dopo il ritiro. Due volte vincitore della corsa rosa, Basso ha lasciato un segno indelebile nel ciclismo italiano. Oggi, a 46 anni, il suo amore per la bici non è diminuito. Vive la sua passione con la stessa intensità di quando pedalava nelle valli trentine. Non solo sport, però: Basso ha fatto della sua vita un esempio di come si possa affrontare il futuro, dedicandosi anche ai mirtilli, un frutto che coltiva con meticolosità. È un imprenditore attento, sempre alla ricerca di nuove sfide, che non dimentica mai le radici della sua carriera. La sua vita è un mix di sport, agricoltura e una costante voglia di condividere la propria esperienza, sia con i giovani ciclisti che con gli appassionati.
Questi due campioni, seppur appartenenti a discipline diverse, dimostrano che la passione per lo sport va oltre il campo da gioco. Grosso e Basso sono esempi di dedizione, non solo per ciò che hanno realizzato, ma anche per come continuano a vivere il loro amore per lo sport. La loro storia è una testimonianza che l’atletismo può prendere forme diverse e che la carriera sportiva può evolversi in modi inaspettati. Che si tratti di guidare una squadra o di coltivare un campo, entrambi continuano a “scendere in campo” con la stessa determinazione che li ha resi famosi.
Mentre il mondo del calcio e del ciclismo si evolve, la presenza di Grosso e Basso rimane un faro di ispirazione per le nuove generazioni. Non solo per i risultati ottenuti, ma per il modo in cui hanno affrontato le sfide, reinventandosi e continuando a contribuire al panorama sportivo italiano. Le loro storie sono un richiamo a non mollare mai, a continuare a perseguire i propri sogni, qualunque forma possano assumere.
In un periodo in cui il calcio e il ciclismo si confrontano con nuove sfide e trasformazioni, la passione di questi due campioni è un richiamo al di là delle vittorie. Grosso e Basso, due nomi che continueranno a risuonare nel cuore degli italiani, non solo per ciò che hanno dato allo sport, ma anche per come vivono la loro vita quotidiana, sempre con la stessa grinta e determinazione di un tempo.- https://www.gazzetta.it/fitness/storie/28-11-2023/fabio-grosso-le-curiosita-la-bici-il-padel-l-iran-i-mondiali/
- https://www.gazzetta.it/fitness/storie/26-11-2023/ivan-basso-oggi-compie-46-anni-ecco-cosa-fa-tra-sport-e-vita-privata/
